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Per conoscere meglio la GEA

Una breve presentazione della nostra storia, di quello che facciamo e di quello che vogliamo ancora fare.
Per saperne di pių, ti consigliamo di consultare anche le pagine della Rassegna stampa e dei Materiali

 

Chi siamo

1Che cos'č la G.E.A.?

La  "G.E.A. FORMAZIONE PROFESSIONALE - ONLUS"  è un’Associazione Culturale non profit di psicologi e formatori esperti, che si attiva sul territorio in favore degli adolescenti in difficoltà, al fine di garantire una effettiva salvaguardia del loro diritto allo studio, con interventi di merito inerenti strategie e tecniche motivazionali dell’apprendimento e della comunicazione.

Che cosa fa la G.E.A.?

L'associazione si propone di promuovere un più equilibrato rapporto tra la società ed i cittadini attraverso la diffusione della cultura, nei suoi aspetti scientifici, umanistici e tecnologici, mediante l'organizzazione di corsi, convegni, conferenze, mostre, pubblicazioni e quant'altro si ritenga opportuno, con l'esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale rivolte a soggetti svantaggiati, intervenendo con specifiche azioni ed attività di sostegno ad esclusivo vantaggio delle famiglie e dei giovani disagiati e coinvolti in processi di analfabetismo primario e/o di ritorno, al fine di prevenire e contrastare il triste fenomeno della dispersione scolastica e della conseguente emarginazione sociale e culturale.
Una parte importante delle attività dell’associazione consiste nella progettazione e gestione di corsi formativi su tematiche inerenti le tecniche dell’apprendimento,
 della comunicazione e della rimotivazione allo studio.
Questo in relazione a quanto sollecitato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dalle numerose ricerche che hanno reso evidente come, nonostante l’enorme ampliamento della scolarizzazione avvenuto negli ultimi venti anni abbia consentito di limitare notevolmente la percentuale di giovani che non frequentano la scuola, si sia passati da un analfabetismo di tipo strutturale alla presenza di larghe fasce di analfabeti funzionali.
Spesso i giovani sono privi di quelle abilità trasversali che consentono un uso delle conoscenze acquisite, indispensabile per inserirsi proficuamente nella società. In altre parole, il giovane non legge a pieno la realtà circostante e quindi non può né adeguarsi né sentirsi adeguato ad essa. Comunicando in modo troppo superficiale, limita tutte quelle specifiche capacità che sono necessarie all’uomo per mettersi in contatto con gli altri in modo utile, creativo ed efficace. Ed è facile comprendere come, in una società che richiede una mentalità sempre più flessibile e che propone la mobilità e l’intercambiabilità dei ruoli, il fenomeno della “autoemarginazione” è già in essere ai primi segnali di difficoltà scolastica.

La storia della G.E.A.

 

 In relazione alle esperienze professionali vissute in contatto con ragazzi ed adolescenti, durante i cinque anni di ricerca1 sul campo e in ciascuna delle fasi della sperimentazione2 condotta in ambiente scolastico, il gruppo di lavoro coordinato da Mario Polimanti, dott. in Psicologia applicativa e Presidente della G.E.A., ha rilevato e documentato in numerosi convegni3 di studio consistenti difficoltà comunicative in ampie fasce della popolazione giovanile.
Le suddette difficoltà, ovviamente con accentuazioni singolarmente diverse,  si presentano con le seguenti caratteristiche:
·      avversione per tutto ciò che viene percepito o vissuto come “studio”, graduata in un continuum        che va dalla semplice passività al totale rifiuto della scuola;
·      grave carenza di strumenti lessicali e scarsa padronanza del valore simbolico delle parole;
·     deficit nelle distinzioni concettuali e nella strutturazione del ragionamento;
·      insufficiente capacità di osservazione e di analisi;
·      alti livelli di insicurezza, ansia e demotivazione;
·       interessi generali di tipo parcellizzato con prevalenza di stereotipi;
·      forte contestazione dell’ambiente adulto, accompagnato da un’estrema semplificazione della   realtà;
·    ignoranza e/o estrema superficialità nell’approccio ai temi generali della società;
·      tendenza a governare e risolvere i rapporti interpersonali, in particolare con i coetanei, in termini di “rapporti di forza”;
·       strategia di comportamento tesa solo ad evitare la punizione anziché essere orientata alla ricerca di gratificazione e di premio.

Tali carenze danneggiano prevalentemente la capacità di apprendimento e determinano un atteggiamento di approccio strumentale e meccanicistico ai temi della conoscenza.

Si forma così una “conoscenza inerte” frutto di una “ricezione passiva di idee slegate” che il giovane non sa mettere in relazione con la realtà, né avvalersene per governarla.
Questo mette in moto un processo di distorsione del comportamento con prevedibile e crescente impoverimento dell’intera personalità del ragazzo ed è esperienza comune che il semplicistico e sistematico ricorso alle ripetizioni scolastiche non risolve il problema poiché spesso funziona da rinforzo di atteggiamenti improduttivi e deresponsabilizzanti.
Per tutto questo, la GEA ha attivato per studenti e genitori uno sportello di consulenza di sostegno  e ha realizzato nel tempo numerose iniziative didattiche4 (corsi e seminari per genitori e per docenti), oltre alla conduzione delle sessioni collettive bisettimanali alle quali partecipano i Genitori dei ragazzi iscritti al  “Programma  di rimotivazione allo studio”.
Tutto ciò è necessario perché il problema coinvolge l’intero contesto di vita del ragazzo e quindi tutte le figure significative che contribuiscono alla sua formazione. In questo senso diviene determinante, per il cambiamento in positivo dell’intero sistema, dotare tutti i “partecipanti al gioco” di appropriate abilità comunicative. In effetti, l’utilizzo della connessione esistente tra il linguaggio, le emozioni e l’aumento del dialogo con se stessi consente la diminuzione dei livelli eccessivi di ansia e di insicurezza, permettendo un corretto ripristino dell’autostima e, quindi, un mutamento in positivo  dell’atteggiamento e del comportamento cognitivo-relazionale.

 

 

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 1 Nel periodo1993 -1995 Sono stati somministrati ad una popolazione di oltre 800 studenti delle scuole elementari, medie e secondarie test/questionari appositamente progettati per verificare il livello delle abilità di base.
2 Negli anni 1996-1998 un campione di 369 studenti, comprendente i 106 della fascia del livello più basso delle abilità di base misurate, ha validato il percorso di rimotivazione specificatamente studiato, ottenendo brillanti risultati scolastici e non.
3 1999 - “La scuola cambia o cambia la scuola?” Sala Borromini Roma;
  2002 -  “Progetto di rimotivazione allo studio” Municipio Roma XI;
  2004 - “La rimotivazione allo studio nella Società tra Scuola e Famiglia” Sala Piacentina Lo Mastro Roma;
  2005 -  “Se i ragazzi non studiano non solo è possibile ma necessario rimotivarli” Rotary  Club Roma-Eur;
  2005 -  “ Star bene a scuola” Esperienze a confronto: Il programma di rimotivazione allo studio di G.E.A.- Sala della
   protomoteca – Campidoglio;
41998 e 1999 - Sostegno didattico: Imparare a studiare - presso ITST “C:Colombo” di Roma;
  1998 “Sostegno didattico: Imparare a studiare - presso ITAS “G.Garibaldi di Roma;
  1999 – 2000 – “ Le tecniche della comunicazione” Corso rivolto al Personale Docente della Scuola Secondaria  di II
   di II grado – Provveditorato agli studi di Roma;
  2002 - Progetto di rimotivazione allo studio: Imparare a studiare – presso la S.M.S.”Salvo D’Acquisto” Cerveteri (RM);
  2005 – 2006 – Corso “ Genitori autorevoli non si nasce” presso il Liceo Scientifico Statale“Primo Levi” di Roma;
  Nel periodo 2007/208 Sono stati somministrati ad una popolazione di oltre 400 studenti di cinque  istituti superiori
dell’XI Municipio di Roma test/questionari appositamente progettati per verificare il livello delle abilità di base. In ambito di correlazione e verifica i dati rilevati, rispetto alle ricerche del periodo ‘93/’98, hanno  evidenziato che le griglie di valutazione sono state considerevolmente allargate incrementando  livelli di profitto apparente senza una reale corrispondenza di contenuti.
Nel Luglio 2010 Sono stati somministrati ad una popolazione di oltre 100 studenti del Liceo Classico “Socrate” di Roma
test/questionari appositamente progettati per verificare il livello delle abilità di base.
Nel  Febbraio 2011 incontro presso il Liceo Classico “Socrate” di Roma con i genitori degli studenti per illustrare i risultati della ricerca di Luglio 2010.

 

 

 

 

 

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