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PREMESSA
Quando i ragazzi non studiano, è possibile
rimotivarli?
Dalla ricerca condotta dalla GEA (Presentazione
ricerca GEA nel convegno “La scuola cambia o cambia la scuola?”
Sala Borromini, Roma 01.10.1999) su un significativo campione di
studenti, è risultato nettamente che:
rimotivare allo studio non solo è possibile,
ma è necessario!.
La ricerca,infatti, ha
evidenziato la preoccupante presenza di larghe fasce di giovani privi
di quelle abilità trasversali che consentono l’utilizzo delle
conoscenze acquisite, che è indispensabile per l’inserimento
positivo nella società (realtà
confermata dalla ricerca del CEDE (La competenza
alfabetica in Italia – CEDE – Giugno 2000 – Franco
Angeli).
Questo risultato ci ha stimolato ad intraprendere una
sperimentazione sul campo (1996/1999) e ci ha permesso di costruire e
validare un percorso che avvia, nei ragazzi, un cambiamento delle
strategie cognitive che utilizzano per “studiare”.
In effetti, le fonti dell’approccio
meccanicistico allo studio si trovano nel carattere di
frammentarietà con cui i ragazzi vivono il curricolo e nella mancanza
di applicazioni attive e concrete, cose che assieme danno origine alla “ricezione
passiva di idee slegate”.
Questo costituisce quello che Alfred North Whitehead
(1929) chiamava “idee inerti” cioè quel tipo di conoscenza
proposizionale che lo studente è capace di esprimere ma non sa usare.
Le proposizioni, cioè, possono essere comprese e tuttavia costituire
una “conoscenza inerte”.
Carl Bereiter e Marlene Scardamalia (1987)
suggeriscono l’ipotesi che gli studenti, sin dagli inizi
delle loro carriere scolastiche, possono sviluppare determinate
strategie cognitive tanto potenti da permanere nell’uso e
vanificare gli sforzi educativi di portarli a codificare le conoscenze
in determinati modi e a fare certe operazioni su di esse.
Ne segue che i tentativi di risolvere il problema della
“conoscenza inerte” possono fallire se prendono di mira solo il modo in cui presentare le conoscenze
agli studenti o cosa chiedere loro per ottenere certe prestazioni
rispetto a esse. Se non si presta un’attenzione diretta alle
strategie generali sviluppate dai bambini per affrontare i compiti che
richiedono un uso delle conoscenze, queste strategie possono
sconfiggere le intenzioni didattiche.
In altri termini, il problema delle conoscenze
inerti dipende non solo dal modo in cui queste sono
presentate agli allievi e dal tipo di operazioni che si chiede loro di
compiere ma, e in larga parte, dall’atteggiamento con cui lo
studente si avvicina ai temi della conoscenza.
Pertanto, il problema di tutta l’educazione è
di mantenere viva la conoscenza, preservandola dal divenire inerte; il
problema riguarda sicuramente tutte le figure significative che
contribuiscono all’educazione dei giovani ma rimane centrale, a nostro avviso, il ruolo giocato dai genitori e dalla famiglia nel suo insieme.
CARATTERISTICHE DELL'INTERVENTO
Il progetto della GEA si pone come obiettivo quello
di studiare e di realizzare condizioni che
riducano il rischio educativo inteso non solo come ciò che può
provocare esperienze palesemente negative e di marginalità, ma anche
come tutto ciò che di fatto impedisce l'espansione e la valorizzazione
delle risorse e della personalità del minore. Obiettivo che può
concretizzarsi solo attraverso la realizzazione di condizioni
che consentano esperienze positive che occorre far sentire
e vivere dai ragazzi come significative.
Nel merito, per risolvere, in termini positivi
e definitivi, carenze e difficoltà di studio è necessario conoscere preventivamente,
ed in modo specifico, le cause che ne
sono alla radice e solo a partire da tale specifica conoscenza è possibile calibrare
l’intervento affinché si realizzino le condizioni di cui sopra e
l’azione di sostegno sia efficace. Per questo, la parte operativa
del progetto ha inizio con il monitoraggio delle
abilità di base.
Il monitoraggio delle abilità di base
Attraverso la somministrazione di una serie di prove
pratiche di gruppo relative ad ambiti di conoscenze specifiche, si
intende verificare il livello di padroneggiamento delle abilità di base
necessarie ad un corretto ed efficace apprendimento.
I test, ovviamente, sono opportunamente calibrati per
rilevare se il processo messo in atto è un processo cognitivo
automatico oppure
attentivo, perché l’apprendimento è realmente significativo solo
se perdura nel tempo e si sa
applicarlo con automaticità a nuovi contesti.
Le prove si realizzano attraverso una serie di
procedure strutturate (protocolli o schede) identificate come schede A,
B, C, G, H e per ogni scheda sono indicate le relative abilità di base
misurate.
Scheda A (Prendere appunti )
·
Saper ascoltare
·
Riconoscere le unità di informazione e
saperle rielaborare in modo personalizzato
·
Cogliere i collegamenti logici
·
Saper usare le parole chiave
·
Saper usare le mappe grafiche
Scheda B (Sintetizzare)
·
Uso delle tecniche di prelettura,
lettura veloce, lettura concentrata
·
Saper riconoscere e comprendere le
tipologie testuali delle varie unità di lettura
·
Saper distinguere tra ciò che è
fondamentale, importante e secondario
·
Saper riformulare e predisporre un testo
personalizzato (cosa mettere?; perché?; come?)
·
Buona abilità di stesura (rigore
nell'espressione, collegamenti tra i vari elementi, verifica della coerenza
Scheda C (Categorie concettuali)
·
Saper discriminare e confrontare
·
Saper associare e dissociare
·
Saper generalizzare e degeneralizzare
·
Fluidità espressiva e ideativa
·
Da una informazione
data ricavare più di una idea
Scheda G (Pensiero laterale)
·
Fluidità verbale, associativa. espressiva e ideativa
·
Buon allenamento del ragionamento
convergente e/o
divergente
Scheda H (Interpretare)
·
Saper leggere a
più livelli
·
Saper ricercare, riconoscere e trattare
le informazioni scritte
·
Buona padronanza del codice lingua
In sostanza quindi le aree di rilevazione riguardano:
·
La discriminazione dei significati;
·
La flessibilità di ragionamento;
·
L’uso delle parole chiave;
·
L’uso della schematizzazione;
·
La memoria di lavoro;
·
La lettura a più livelli;
·
La
fluidità espressiva e ideativa;
·
L’uso
della catene associative;
·
La
lettura veloce;
·
L’abilità
di sintesi;
·
La
lettura analitica;
·
Il
livello di creatività;
·
L’uso
delle categorie concettuali.
Attivazione e modalità dell'intervento
Poiché la molteplicità dei problemi legati al
profitto scolastico rende indispensabile un significativo raccordo tra scuola
e famiglia, l'intervento, al fine di assicurare le opportune e
necessarie sinergie
ed ottenere i dovuti risultati,
si articola in quattro
fasi:
Un incontro preventivo con i Genitori nel quale
verranno illustrati contenuti, finalità e percorsi operativi
dell'intero progetto;
Il monitoraggio delle abilità di base;
Somministrazione delle prove, analisi ed elaborazione
dei dati da parte della GEA.
Concretizzazione di appositi incontri, per illustrare
e mettere a disposizione della Scuola e dei Genitori,
in termini di dati aggregati, quanto emergerà dalla ricerca ( i dati individuali verranno comunicati e discussi, in via
strettamente riservata, con le famiglie ed i diretti interessati solo
se ne faranno richiesta). Per
eventuali casi limite la GEA effettuerà,
sempre su specifica richiesta, un accertamento di riscontro per la
rilevazione degli atteggiamenti prevalenti in merito a:
·
strategie di
apprendimento;
·
stili cognitivi
di elaborazione dell'informazione;
·
metacognizione
e studio;
·
atteggiamento
verso la scuola e lo studio;
CONTRIBUTI ALL’ASSOCIAZIONE
In relazione ai suoi fini sociali la GEA metterà a
disposizione della Scuola e dei genitori tutta l'attività relativa
all’intervento di analisi conoscitiva e relativa:
·
agli incontri
con i Docenti ed i Genitori per tutta l'informativa sugli obiettivi ed
il percorso operativo a monte della somministrazione delle prove;
·
al monitoraggio
delle abilità di base;
·
all'analisi e
l'elaborazione dei dati rilevati;
·
agli incontri
con Docenti e Genitori per illustrare quanto è emerso dalla ricerca;
·
all'illustrazione
dei dati individuali alle famiglie ed ai diretti interessati.
Pertanto per
quanto sopra, compresa la progettazione dell’intervento, la
somministrazione dei cinque protocolli previsti dal piano di ricerca per le prime
classi, l’utilizzo delle attrezzature multimediali per il
supporto dell’analisi dei dati e
la messa a disposizione dell’Istituto di quattro copie
complete dei risultati della ricerca e dell’analisi fattoriale
dei dati, nulla sarà dovuto alla
GEA che, in coerenza con i suoi fini istituzionali, fornirà il servizio a titolo
totalmente gratuito.
Gli Istituti
interessati possono contattarci al 3339877408
oppure al 065781235 o scriverci al gea@geaformazione.org.
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